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Lectio: Mercoledì, 14 Dicembre, 2016

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Lectio: Mercoledì, 14 Dicembre, 2016

December 13, 2016      In Lectio No Comments
Appuntamenti Parrocchiali

MERCOLEDì 14 dicembre

. 17,00: Centro missionario, laboratorio

. 17,30: Novizi e professi T.O.C.

Lectio: 

Mercoledì, 14 Dicembre, 2016

Concedi, Dio onnipotente,
che la festa ormai vicina del nostro Redentore
ci sostenga nelle fatiche di ogni giorno
e ci dia il possesso dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 
Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 
In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Lectio
Si tratta di un testo comune a Matteo e a Luca, inserito da quest’ultimo tra il racconto del miracolo di resurrezione del figlio della vedova di Nain (brano proprio di Luca) e l’elogio che Gesù fa di Giovanni il Battista. È tale contesto a suggerire per il nostro brano una sorta di funzione di passaggio tra l’immagine di Gesù che guarisce, perfino dalla morte, e l’invito alla conversione, richiamato da Gesù stesso nei tre passi successivi: porre in piena luce la figura di Giovanni, giudicare la sua generazione e accogliere il gesto della peccatrice in casa del fariseo. Questo testo può essere letto anche alla luce di un contesto più remoto: nell’intera vicenda del Battista e nell’esperienza profetica di Israele che attende e fa esperienza del Dio che ascolta e visita.
I discepoli di Giovanni hanno qui un ruolo di primo piano; sono loro ad aprire e chiudere il brano; sono loro a creare il collegamento comunicativo tra il loro maestro, detenuto nella prigione di Erode (cfr. Lc 3,19-20), e Gesù. Essi informano il Battista e due di loro sono mandati da parte sua con una domanda diretta da rivolgere al maestro di Nazareth: per due volte Luca ci pone davanti la questione, di capitale importanza. E la domanda verte sull’attesa. Giovanni sa che qualcuno deve venire. Il problema è capire se quel qualcuno è Gesù o se occorre attendere un altro. Il fatto che Giovanni mandi a domandare ciò esplicitamente a Gesù significa che egli si fida di lui. Forse egli può essere stato spiazzato dal mancato compimento del rendiconto giudiziale legato all’immagine biblica del “giorno del Signore”, tema che è allo sfondo di tutta la sua predicazione (cfr. Lc 3,7ss).
È come se la narrazione qui patisse un salto: la domanda sembra rimanere sospesa e, a guisa di un avvenimento istantaneo, vengono menzionate tutte le opere di guarigione compiute da Gesù a favore dei “molti”. Come opera finale viene menzionato il dono della vista ai ciechi. E dopo le opere, le parole di risposta. “Andate”, dice Gesù ai discepoli di Giovanni: è una missione, nei confronti di colui che aveva già – a sua volta e con i suoi mezzi e le sue prospettive – evangelizzato (cfr. Lc 3,18). Ma ora la buona novella è completa e compiuta poiché le opere che Gesù compie sono proprio quelle menzionate dai profeti (è come una “lectio” di vari brani dal profeta Isaia; da notare che stavolta la vista ai ciechi è la prima delle menzioni). Un messaggio inequivocabile per un uomo come Giovanni, sul quale la Parola di Dio è venuta (cfr. Lc 3,2). E, alla fine, l’annuncio di una beatitudine che può suonare strana, poiché posta in forma negativa: beato chi non trova in Gesù occasione di inciampo, di ostacolo al cammino di fede. Come intendere ciò? Di certo è una beatitudine che va al di là del messaggio al Battista, ma si indirizza all’ascoltatore della Parola.   

Meditatio
Il contesto ci ha già suggerito la circolarità tra grazia e impegno, tra iniziativa di Dio in Cristo e necessaria corrispondenza dell’uomo. Dio ama e chiama per primo, ma chiede l’assenso libero e responsabile; tale assenso è possibile, in quanto Dio ama per primo.
Il fatto che entrino in gioco alcuni discepoli mostra che la domanda di Giovanni interessa non solo quel momento, ma anche la “discendenza spirituale” di quei movimenti di cui Giovanni è esponente. Già all’inizio del ministero pubblico di Gesù due discepoli del Battista diventano suoi discepoli (cfr. Gv 1,37) e persino Paolo, anni dopo, incontrerà individui che hanno ricevuto il battesimo di Giovanni (cfr. At 19,1-7).
Al cuore del brano sta il tema dell’attesa compiuta, ma secondo il progetto di Dio, annunciato dai profeti di Israele secondo coordinate non semplificabili. Anche la parola di Gesù non fa sconti e sa essere severa, ma il Dio che ama per primo ha offerto nel suo Figlio uno spazio inedito di vicinanza e misericordia. Una possibilità da accogliere con fede, come la priorità data alla cecità guarita suggerisce.
Ed è proprio la fede che conduce alla beatitudine. Quella proclamata da Gesù al termine del brano si comprende solo se si considera che il peso della responsabilità sta dalla parte dell’osservatore, lì dove rischia di prodursi lo scandalo; occorre allora deporre lo sguardo inquisitore, che proietta le pretese umane o i propri pregiudizi, per aprirsi con libertà e semplicità a ciò che Dio in Gesù sta compiendo. È la logica del Regno di Dio, che supera anche l’eroica coerenza di Giovanni (cfr. Lc 7,28).

Ci chiediamo:
•    Viviamo l’ascolto della Parola come dinamica di conversione?
•    Sappiamo cogliere i segni della presenza operante di Gesù anche nei nostri tempi?
•    Sappiamo affidarci al Vangelo attivamente, come veri discepoli?

Oratio
Donaci, Signore, occhi per vedere e orecchi per ascoltare.
Donaci, Signore, il coraggio di cercare sempre la tua verità e di chiederne la rivelazione a te nella preghiera.
Donaci, Signore, di sapere camminare con tutti, con chi ha compreso di più circa il tuo progetto, con chi ancora fatica a vedere la tua vicinanza.

Contemplatio

Il brano evangelico ci invita a riconoscere lo stile di Gesù: paziente, accogliente, illuminante.
L’ascolto della Parola richiede una visione inclusiva di ciò che è stato rivelato, senza assolutizzazioni: in ogni caso in Gesù la Scrittura viene pienamente illuminata.
Ci invita inoltre a sapere leggere l’azione di Dio nel mondo; ciò può essere allargato ai “segni dei tempi”.

(Dal sito ocarm)

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