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Appuntamenti parrocchiali + Lectio: Domenica, 26 Novembre, 2017

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Appuntamenti parrocchiali + Lectio: Domenica, 26 Novembre, 2017

November 25, 2017      In Lectio No Comments
DOMENICA    26 novembre

. 10.00: Messa Parrocchiale

. 11,30: Corso cresima  adulti

Lectio: Domenica, 26 Novembre, 2017

Gesù si identifica con i suoi fratelli più piccoli
Il criterio per entrare nel Regno
Matteo 25, 31-46

1. Orazione iniziale

Spirito di verità, inviatoci da Gesù per guidarci alla verità tutta intera, apri la nostra mente all’intelligenza delle Scritture. Tu che, considerando di Maria di Nazaret, l’hai resa terra buona colomba il Verbo di Dio ha potuto germinare, purifica i nostri cuori da tutto ciò che pone resistenza alla Parola. Fa ‘che impariamo come interpretare nella vita e nella Scrittura, per custodirla e produrre frutto con la nostra perseveranza.

2. Lettura

a) Il contesto:

Il nostro testo fa parte di un lungo discorso escatologico (24, 1-25, 46) pronunciato da Gesù sul monte degli Ulivi ai suoi discepoli in disparte (24, 3). Il discorso parte dall’annunzio della distruzione di Gerusalemme per parlare della fine del mondo. I due eventi si confondono come se fossero uno solo. Questa parte del discorso si conclude con la volontà dell’uomo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli a radunare tutti i suoi eletti (24, 30-31). Questo è il flusso cronologico dei fatti annunciati interrotto con l’inserimento di alcune parabole sulla necessità di vedere ciò che è accaduto (24, 24 – 25, 30). Il discorso escatologico trova il suo culmine letterario e teologico nel nostro testo che, riallacciandosi a 24, 30-31, torna a parlare della venuta del Figlio dell’uomo accompagnato dagli angeli. Il raduno degli eletti prende qui la forma di un giudizio finale.

Matteo 25, 31-46b) Il testo:

Quando il Figlio sarà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E sarà riunite davanti a lui tutte le genti, e lui separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e le pecore alla sua destra ei capri alla sinistra. Allora, il tempo è tutto per la tua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi dalla fondazione del mondo. Perché io abbia fama e mi guardo dato, ho avuto sete e mi avete dato dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora, giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’hai fatto un me. 
Poi vai alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fama e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti ho assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non guardi fatti cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’ho fatto un me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, ei giusti alla vita eterna ».

3. Un momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio può entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella riflessione personale.

a) Quale è il criterio della separazione che compie Gesù? 
b) Chi sono i fratelli più piccoli con cui Gesù si identificano? 
c) Nella sua vita, come ha affermato Gesù la sua predilezione per gli ultimi? 
d) Chi sono i fratelli più piccoli di Gesù che incontro io? 
e) Sono capace di vedere, amare e servire Gesù in loro?

5. Una chiave di lettura

per quelli che approfondire di più l’argomento.

● Il Figlio dell’uomo:

Figlio dell’uomo è un’espressione semitica che significa semplicemente un essere umano (vedi ad esempio il parallelismo tra “uomo” e “figlio dell’uomo” in Sal 8, 5). Così frequentemente il libro di Ezechiele dove Dio indirizza il profeta come “figlio dell’uomo” (2, 1.3.6.8; 3, 1.2.4.10.16+) per risalto di distanza tra Dio che è trascendente e il profeta che è un semplice uomo. Però in Daniele 7, 13-14 l’espressione acquista un significato particolare. Il profeta vede “apparire sulle nuvole del cielo come un potere di Dio” potere, gloria e regno “. Si tratta sempre di un essere umano, che però viene inserito nella sfera di Dio. Il testo è stato interpretato sia in senso personale che collettivo, ma sempre in senso messianico. Quindi,
L’applicazione del titolo “Figlio dell’uomo” a Gesù sullo sfondo di Daniele 7, 13-14 è diffusissima nei vangeli. Si trova anche in Atti 7, 56 e Apocalisse 1, 13 e 14,14. Gli studiosi pensano che sia stato Gesù stesso a darsi questo titolo. Nel vangelo di Matteo viene messo in bocca un Gesù particolare quando parla della sua passione (17, 12. 22; 20, 18. 28), della sua resurrezione come evento escatologico (17, 19; 26, 64) e del suo ritorno glorioso (24, 30; e 25, 31, inizio del nostro testo).

●  Gesù re, giudice e pastore:

Matteo da’ anche il titolo di re a Gesù (1, 23; 13, 41; 16, 28; 20, 21). La regalità di Dio è un tema molto caro alla Bibbia. Perché è il Figlio di Dio, Gesù regna assieme al Padre. Nel nostro testo il re è Gesù ma egli esercita la sua regalità in stretta relazione con il Padre. Gli eletti sono i “benedetti del Padre mio” e il regno in cui sono invitati ad entrare è un regno preparato per loro da Dio come indica la forma passiva del verbo. Questa forma verbale, detta passivo divino, si trova spesso nella Bibbia e ha sempre Dio come soggetto implicito. In questo testo il regno sta a indicare la vita eterna. 
Come in Daniele 7 (vedi in particolare i versetti 22, 26 e 27), anche nel nostro testo la regalità del Figlio dell’uomo è legata al giudizio. Il re, specialmente nell’antichità, è stato sempre considerato giudice supremo. Il giudizio che fa Gesù è un giudizio universale, un giudizio che coinvolge tutte le genti (vedi v. 32). Eppure non è un giudizio collettivo. Non sono i popoli che vengono giudicati ma le persone singole. 
Ugualmente unito alla regalità è il simbolismo pastorale. Nell’antichità il re veniva spesso presentato come pastore del suo popolo. Anche l’Antico Testamento parla di Dio, re d’Israele, come pastore (vedi ad esempio Sal 23; Is 40, 11; Ez 34) e il Nuovo Testamento applica il titolo anche a Gesù (Mt 9, 36; 26, 31; Gv 10).
I pastori della Terra Santa al tempo di Gesù pascolavano greggi misti, composti da pecore e capri. La sera però li separavano perché le pecore dormono all’aperto mentre i capri preferiscono mettersi al riparo. Nel nostro testo le pecore rappresentano gli eletti perché sono di valore economico maggiore dei capri e anche per il loro coloro bianco che nella Bibbia spesso indica la salvezza.

● “I miei fratelli più piccoli”:

Tradizionalmente si interpretava questo brano evangelico come l’identificazione di Gesù con i poveri e gli emarginati. Gesù giudicherebbe tutti, e particolarmente quelli che non hanno avuto l’opportunità di conoscere il suo vangelo, sulla misericordia che hanno dimostrato per i bisognosi. Tutti hanno l’opportunità di accoglierlo o rifiutarlo se non personalmente, almeno nella persona dell’indigente con cui si identifica. 
L’esegesi contemporanea tende a leggere il testo in senso più ecclesiologico. Mettendolo in stretto rapporto con Matteo 10, 40-42, gli esegeti insistono che qui non si tratterebbe di filantropia ma della risposta al vangelo del Regno che viene portato dai fratelli di Gesù, non solo dai capi della Chiesa ma anche da ogni fratello, anche il più insignificante. 
Le nazioni, cioè i pagani, sono quindi invitati ad accogliere i discepoli di Gesù che predicano loro il vangelo e soffrono per esso, come se stessero accogliendo lo stesso Gesù in persona. I cristiani, da parte loro, sono invitati all’ospitalità generosa con i loro fratelli che si fanno predicatori itineranti per causa del vangelo, soffrendo persecuzioni (vedi 2 Gv 5-8). Così dimostrerebbero l’autenticità del proprio impegno di discepolato. 
Nel contesto del vangelo di Matteo questa seconda interpretazione è probabilmente più precisa. Eppure nel contesto della Bibbia tutta intera (vedi ad esempio Is 58, 7; Gc 2, 1-9; 1 Gv 3, 16-19) non si può scartare completamente la prima.

6. Salmo 72

Il Re-Messia promuove la giustizia e la pace

Dio, da’ al re il tuo giudizio, 
al figlio del re la tua giustizia; 
regga con giustizia il tuo popolo 
e i tuoi poveri con rettitudine.

Le montagne portino pace al popolo 
e le colline giustizia. 
Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, 
salverà i figli dei poveri 
e abbatterà l’oppressore. 
Il suo regno durerà quanto il sole, 
quanto la luna, per tutti i secoli.

Scenderà come pioggia sull’erba, 
come acqua che irrora la terra. 
Nei suoi giorni fiorirà la giustizia 
e abbonderà la pace, 
finché non si spenga la luna. 
E dominerà da mare a mare, 
dal fiume ai confini della terra.

A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, 
lambiranno la polvere i suoi nemici. 
Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, 
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi. 
A lui tutti i re si prostreranno, 
lo serviranno tutte le nazioni.

Egli libererà il povero che grida 
e il misero che non trova aiuto, 
avrà pietà del debole e del povero 
e salverà la vita dei suoi miseri. 
Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, 
sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia; 
si pregherà per lui ogni giorno, 
sarà benedetto per sempre. 
Abbonderà il frumento nel paese, 
ondeggerà sulle cime dei monti; 
il suo frutto fiorirà come il Libano, 
la sua messe come l’erba della terra. 
Il suo nome duri in eterno, 
davanti al sole persista il suo nome. 
In lui saranno benedette 
tutte le stirpi della terra 
e tutti i popoli lo diranno beato.

Benedetto il Signore, Dio di Israele, 
egli solo compie prodigi. 
e benedetto il suo nome glorioso per sempre, 
della sua gloria sia piena tutta la terra. 
Amen, amen.

7. Orazione Finale

Signore Dio, tu hai dichiarato tuo Figlio Gesù re e giudice universale. Egli verrà alla fine dei tempi per giudicare tutte le nazioni. Egli è un noi ogni giorno in mille modi e ci chiede di accogliere. Lo incontriamo nella parola e nel pane spezzato. Ma lo incontriamo anche nei fratelli spezzati e sfigurati per la fama, l’oppressione, l’ingiustizia, la malattia, lo stigma della società … .. Apri i nostri cuori a saperlo nella nostra vita per essere da lui accolti nell’eternità del suo regno. 
Te lo chiedo per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

(Dal sito ocarm)

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