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Lectio Martedì, 6 Agosto, 2019

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Lectio Martedì, 6 Agosto, 2019

August 5, 2019      In Lectio No Comments
Lectio
Martedì, 6 Agosto, 2019

1) Preghiera

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione. 

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2) Chiave di lettura:

In questa Solennità, la Chiesa medita sulla Trasfigurazione di Gesù dinanzi ai tre discepoli che con lui giunsero sulla montagna. La Trasfigurazione avviene dopo il primo annuncio della Morte di Gesù (Lc 9,21-22). Questo annuncio aveva confuso i due discepoli, e soprattutto Pietro. Osserviamo da vicino, nei suoi minimi particolari, il testo che ci descrive la trasfigurazione in modo da renderci conto come questa esperienza diversa di Gesù ha potuto aiutare i discepoli a vincere e superare la crisi in cui si trovavano. Nel corso della lettura, cerchiamo di essere attenti a quanto segue: “Come avviene la trasfigurazione e quale è la reazione dei discepoli davanti a questa esperienza?”

3) Letture

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo – 2Pt 1,16-19

Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.

Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.

E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

Dal Vangelo secondo Luca – Lc 9,28-36

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto

4) Riflessione

La seconda lettura di questa festa ci offre la chiave di ingresso nel grande mistero di luce che celebriamo, entrando a partecipare alla grazia della Trasfigurazione. E la chiave di lettura, che apre la porta a questo nostro ingresso, all’incontro, all’abbraccio, è il cuore.

Il cuore in quanto luogo ombroso, luogo della notte, ma allo stesso tempo, luogo della vita, ovvero grembo, utero. E qui, dentro la profondità di questa ombra capace di dare vita, noi siamo chiamati a scendere e a rimanere in vigilante attesa, senza addormentarci, senza lasciarci appesantire dalla stanchezza, dal sonno.

Si tratta, infatti, di saper attendere, finché non spunti il giorno e la stella del mattino sorga nei nostri cuori. Proprio come dice Pietro, nella seconda lettura della festa (2 Pietro 1, 16-19).

La Trasfigurazione si realizza sulla vetta del monte, che è l’abisso ombroso del nostro cuore. Qui, in questo Luogo sacro e inviolabile, si manifesta, sfolgora e risplende il Cristo, col Volto pieno di luce per la preghiera (Lc 9,29; Mt 17,2).

Ma finché non sorga la Stella del mattino, il nostro Lucifero di salvezza; finché non si realizzi la creazione del nuovo giorno, il Giorno del sole di giustizia, che sorge dall’alto (Lc 1,78), noi dovremo sapere aspettare, rimanendo svegli (Lc 9,32). Il sonno, la discesa nell’oscurità della profondità, sono necessari, per noi, perché laggiù, alla scuola della solitudine e dell’ascolto assoluto, nel silenzio, noi possiamo imparare a riconoscere, a distinguere, a seguire i tratti del nostro Lucifero, il nostro Fosfòro, come scrive Pietro. Esiste, per noi, per ognuno di noi, un Portatore di Luce, una fonte, una sorgente di Luce, di Luce vera e vivente, che non si spegne, che non viene meno.

E’ la Stella del mattino, quella promessa al principio dell’Apocalisse (2,28) e poi rivelata, alla fine del libro e conosciuta, incontrata, amata: lo stesso Signore nostro Gesù Cristo, che si dichiara e si manifesta così: “Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella luminosa del mattino” (Ap 22,16).

Lui, che si dona a noi, senza prezzo, senza merito alcuno; solamente perché desidera sorgere, dare luce alla notte, ancora sempre di nuovo.

Per questo non ci spaventi più la tenebra, il buio, la notte; proprio qui, quando non c’è più alcuna luce, quando rimane solo l’ombra, il deserto, Lui sorge e risplende, come Stella che porta la luce al nostro cuore.

Il nostro Lucifero, Fosfòro, non tarda, certamente verrà; eccolo, già sorge, Stella, Sole nascente dall’alto e risalente dal più profondo buio del nostro cuore, dal nostro stesso essere.

Lasciamoci anche noi prendere in disparte dal Signore, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni; saliamo con loro fino alla cima del Tabor; entriamo nella nube e ascoltiamo la voce del Padre. In grande, profondissimo silenzio, ascoltiamo. Nella forza della preghiera di Gesù, lasciamoci abbracciare, lasciamoci fare prigionieri di questo mistero dei misteri, che è la preghiera del Signore. Poiché qui noi vivremo; qui e solo qui noi potremo trovare la vera bellezza della vita. “E’ bello per noi essere qui, Signore!”. E’ bello per noi vivere, poiché siamo nella preghiera, siamo nell’incontro con te, con il Padre. Siamo nell’abbraccio, nel bacio, che ci fa nascere di nuovo, anche se vecchi. Sì, proprio nel bacio, nel soffio vitale. Infatti la parola “bocca”, peh e l’avverbio “qui”, poh, nell’ebraico sono scritte allo stesso modo: con le due radicali peh ed he. Appena due soffi, un alito, un respiro; appena tutta la potenza della vita del Padre, che si posa su di noi, che scende fin nel profondo del nostro cuore, del nostro essere. Appena tutta una vita, che comincia a esistere qui, nell’incontro di un bacio tra noi e la bocca di Dio, tra il nostro silenzio e la sua voce che dice: “Questi èil Figlio mio, l’amato mio, il prescelto mio”.

E allora si schiuderanno i nostri occhi e noi potremo vedere, potremo contemplare il volto radioso e luminoso di Cristo e riconosceremo in Lui, nei suoi tratti, nei suoi lineamenti di Sole, il nostro Fosfòro, Colui che porta la Luce vera, Colui che è la Luce per il nostro buio, per la nostra notte. Amen.

5) Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che ti ha maggiormente colpito? Perché?

b) Come avviene la trasfigurazione e qual è la reazione dei discepoli dinanzi a questa esperienza?

c) Perché il testo presenta Gesù con vesti risplendenti mentre parla con Mosè e con Elia? Cosa significano per Gesù Mosè ed Elia? E cosa significano per i discepoli?

d) Qual è il messaggio della voce del cielo per Gesù? E qual è il messaggio per i discepoli?

e) Come trasfigurare, oggi, la vita personale e familiare, e la vita comunitaria nel nostro quartiere?

6) Preghiera di un Salmo: Salmo 96 

Il Signore regna: esulti la terra,

gioiscano le isole tutte.

Nubi e tenebre lo avvolgono,

giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,

davanti al Signore di tutta la terra.

Annunciano i cieli la sua giustizia,

e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Perché tu, Signore,

sei l’Altissimo su tutta la terra,

eccelso su tutti gli dèi.

1) Preghiera

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione. 

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2) Chiave di lettura:

In questa Solennità, la Chiesa medita sulla Trasfigurazione di Gesù dinanzi ai tre discepoli che con lui giunsero sulla montagna. La Trasfigurazione avviene dopo il primo annuncio della Morte di Gesù (Lc 9,21-22). Questo annuncio aveva confuso i due discepoli, e soprattutto Pietro. Osserviamo da vicino, nei suoi minimi particolari, il testo che ci descrive la trasfigurazione in modo da renderci conto come questa esperienza diversa di Gesù ha potuto aiutare i discepoli a vincere e superare la crisi in cui si trovavano. Nel corso della lettura, cerchiamo di essere attenti a quanto segue: “Come avviene la trasfigurazione e quale è la reazione dei discepoli davanti a questa esperienza?”

3) Letture

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo – 2Pt 1,16-19

Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.

Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.

E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

Dal Vangelo secondo Luca – Lc 9,28-36

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto

4) Riflessione

La seconda lettura di questa festa ci offre la chiave di ingresso nel grande mistero di luce che celebriamo, entrando a partecipare alla grazia della Trasfigurazione. E la chiave di lettura, che apre la porta a questo nostro ingresso, all’incontro, all’abbraccio, è il cuore.

Il cuore in quanto luogo ombroso, luogo della notte, ma allo stesso tempo, luogo della vita, ovvero grembo, utero. E qui, dentro la profondità di questa ombra capace di dare vita, noi siamo chiamati a scendere e a rimanere in vigilante attesa, senza addormentarci, senza lasciarci appesantire dalla stanchezza, dal sonno.

Si tratta, infatti, di saper attendere, finché non spunti il giorno e la stella del mattino sorga nei nostri cuori. Proprio come dice Pietro, nella seconda lettura della festa (2 Pietro 1, 16-19).

La Trasfigurazione si realizza sulla vetta del monte, che è l’abisso ombroso del nostro cuore. Qui, in questo Luogo sacro e inviolabile, si manifesta, sfolgora e risplende il Cristo, col Volto pieno di luce per la preghiera (Lc 9,29; Mt 17,2).

Ma finché non sorga la Stella del mattino, il nostro Lucifero di salvezza; finché non si realizzi la creazione del nuovo giorno, il Giorno del sole di giustizia, che sorge dall’alto (Lc 1,78), noi dovremo sapere aspettare, rimanendo svegli (Lc 9,32). Il sonno, la discesa nell’oscurità della profondità, sono necessari, per noi, perché laggiù, alla scuola della solitudine e dell’ascolto assoluto, nel silenzio, noi possiamo imparare a riconoscere, a distinguere, a seguire i tratti del nostro Lucifero, il nostro Fosfòro, come scrive Pietro. Esiste, per noi, per ognuno di noi, un Portatore di Luce, una fonte, una sorgente di Luce, di Luce vera e vivente, che non si spegne, che non viene meno.

E’ la Stella del mattino, quella promessa al principio dell’Apocalisse (2,28) e poi rivelata, alla fine del libro e conosciuta, incontrata, amata: lo stesso Signore nostro Gesù Cristo, che si dichiara e si manifesta così: “Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella luminosa del mattino” (Ap 22,16).

Lui, che si dona a noi, senza prezzo, senza merito alcuno; solamente perché desidera sorgere, dare luce alla notte, ancora sempre di nuovo.

Per questo non ci spaventi più la tenebra, il buio, la notte; proprio qui, quando non c’è più alcuna luce, quando rimane solo l’ombra, il deserto, Lui sorge e risplende, come Stella che porta la luce al nostro cuore.

Il nostro Lucifero, Fosfòro, non tarda, certamente verrà; eccolo, già sorge, Stella, Sole nascente dall’alto e risalente dal più profondo buio del nostro cuore, dal nostro stesso essere.

Lasciamoci anche noi prendere in disparte dal Signore, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni; saliamo con loro fino alla cima del Tabor; entriamo nella nube e ascoltiamo la voce del Padre. In grande, profondissimo silenzio, ascoltiamo. Nella forza della preghiera di Gesù, lasciamoci abbracciare, lasciamoci fare prigionieri di questo mistero dei misteri, che è la preghiera del Signore. Poiché qui noi vivremo; qui e solo qui noi potremo trovare la vera bellezza della vita. “E’ bello per noi essere qui, Signore!”. E’ bello per noi vivere, poiché siamo nella preghiera, siamo nell’incontro con te, con il Padre. Siamo nell’abbraccio, nel bacio, che ci fa nascere di nuovo, anche se vecchi. Sì, proprio nel bacio, nel soffio vitale. Infatti la parola “bocca”, peh e l’avverbio “qui”, poh, nell’ebraico sono scritte allo stesso modo: con le due radicali peh ed he. Appena due soffi, un alito, un respiro; appena tutta la potenza della vita del Padre, che si posa su di noi, che scende fin nel profondo del nostro cuore, del nostro essere. Appena tutta una vita, che comincia a esistere qui, nell’incontro di un bacio tra noi e la bocca di Dio, tra il nostro silenzio e la sua voce che dice: “Questi èil Figlio mio, l’amato mio, il prescelto mio”.

E allora si schiuderanno i nostri occhi e noi potremo vedere, potremo contemplare il volto radioso e luminoso di Cristo e riconosceremo in Lui, nei suoi tratti, nei suoi lineamenti di Sole, il nostro Fosfòro, Colui che porta la Luce vera, Colui che è la Luce per il nostro buio, per la nostra notte. Amen.

5) Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che ti ha maggiormente colpito? Perché?

b) Come avviene la trasfigurazione e qual è la reazione dei discepoli dinanzi a questa esperienza?

c) Perché il testo presenta Gesù con vesti risplendenti mentre parla con Mosè e con Elia? Cosa significano per Gesù Mosè ed Elia? E cosa significano per i discepoli?

d) Qual è il messaggio della voce del cielo per Gesù? E qual è il messaggio per i discepoli?

e) Come trasfigurare, oggi, la vita personale e familiare, e la vita comunitaria nel nostro quartiere?

6) Preghiera di un Salmo: Salmo 96 

Il Signore regna: esulti la terra,

gioiscano le isole tutte.

Nubi e tenebre lo avvolgono,

giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,

davanti al Signore di tutta la terra.

Annunciano i cieli la sua giustizia,

e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Perché tu, Signore,

sei l’Altissimo su tutta la terra,

eccelso su tutti gli dèi.

(Dal sito ocarm)

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