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Abside

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Passando ora subito al centro della Chiesa, si ammiri la maestosa grandezza di tutta l’abside, con l’altare maggiore, dovuto alla sistemazione di Fanzago nel 1670. La ricchissima decorazione marmorea, forse sempre su disegno dello stesso Fanzago, fu eseguita dagli Scopetti, padre e figlio. Alle pareti si aprono quattro nicchie in marmo di portovenere, con anfore in alabastro ornate di festoni in bronzo dorato, mentre le iscrizioni riguardanti i patronati sono di marmo di Lesbo.

L’altare maggiore si presenta come uno dei migliori lavori di commesso esistenti in Napoli. Grande è la varietà che presenta nei marmi pregiati e pietre preziose, quali agate, onici, lapislazzuli, madreperla ed ametiste e altri marmi preziosi.

Dietro l’altare maggiore si apre l’arco che rende visibile dalla Chiesa la cappella e la venerata immagine della Madonna Bruna.

Le settecentesche decorazioni in stucco della parte superiore dell’abside hanno rifacimenti compiuti nel 1910; mentre gli ornamenti e stucchi della volta, restaurati a più riprese nel 1875 e nel 1919, presentano il completamento nel 1936, dopo i danni del terremoto del 1930, con medaglioni raffiguranti santi carmelitani: Telesforo papa, Pier Tommaso, Teresa di Gesù e Maria Maddalena de’Pazzi.

Il pavimento del presbiterio e della crociera è del 1971, come pure l’altare, rispondente alle attuali esigenze liturgiche, posto in mezzo al presbiterio stesso.

Nel lato destro della crociera vi è l’altare dell’Assunta, con quadro dipinto dal Solimena nel 1708. Tra le figure degli Apostoli spicca l’espressivo volto di un vecchio, forse l’autoritratto dell’artista. Ai lati dell’altare sono raffigurati altri due santi carmelitani, S. Brocardo e S. Cirillo di Alessandria .

A lato vi è un altro piccolo altare marmoreo dedicato a S. Carlo Borromeo, con tela del santo eseguita nel 1585.

Sul lato sinistro della crociera si ammira l’altare del SS. mo Crocifisso, con affreschi del Solimena. Il Crocifisso in legno dorato, del secolo XV, appartenne alla confraternita dei cuoiai, che aveva sede presso S. Caterina in Foro Magno, e fu portato nel celebre pellegrinaggio compiuto nell’anno santo 1500 con la venerata effigie della Vergine Bruna. Si trova nella Basilica fin dal ritorno del ricordato pellegrinaggio da Roma: sul motivo è fiorita una delicata leggenda, che narra come fosse allora impossibile riportarlo nella sede primitiva. Ai fianchi del Crocifisso sono pitturati due santi carmelitani: Angelo di Sicilia e Avertano.

 

In questa cappella sembra aver avuto sepoltura Masaniello.