Background Image

Cappelle laterali

Home  /  Cappelle laterali

A destra dell’ingresso principale si incontrano successivamente:
– Cappella di S. Nicola di Bari. La tela dell’altare, eseguita da ignoto autore del secolo XVII, raffigura il miracolo dei tre fanciulli. In una nicchia laterale statua dell’Addolorata della prima metà del secolo XX.

– Cappella di S. Simone Stock. Il pregevole quadro raffigurante il Santo e il B. Franco carmelitano, fu eseguito nel 1684 da Mattia Preti su commissione dei religiosi non sacerdoti (allora detti conversi) del Carmine Maggiore. Le cronache riferiscono un piccolo incidente su questa commissione. Il pittore che si trovava da tempo a Malta, aveva riprodotto le due figure di carmelitani con l’abito però dei domenicani. Visto l’errore, la tela venne rispedita al pittore per la necessaria correzione. Alle pareti una epigrafe ricorda il vescovo carmelitano Mons. Simone Spilotros morto nel 1877, e in un’altra il P. Giovanni Tufano morto nel 1790 e che fu priore generale dell’Ordine.

– Cappella della Madonna del colera. Nella nicchia sopra l’altare, fiancheggiata da due colonne di marmo verde proveniente dalla Sicilia vi è una statua della Madonna in legno dorato, della fine del secolo XVII, opera di Giovanni Conte detto il Nano. Questa statua era in passato portata in processione durante le epidemie, come in quella del 1884, o in occasione di altre pubbliche calamità; di qui il suo appellativo. L’altare in marmo a commesso è del secolo XIX.

– Cappella del B. Franco, carmelitano. La tela centrale e le due laterali raffigurano scene del Beato. I dipinti furono eseguiti nel 1761 da Giovanni Sarnelli e si devono alla devozione dei religiosi conversi del convento verso il loro particolare protettore; gli stessi provvidero anche alle altre spese per l’andamento della cappella. Nella volta affresco del Solimena raffigurante lo Spirito Santo. La cappella, per la ricchezza dei suoi marmi policromi e dell’altare a commesso, è una delle più belle che ha la chiesa.

– Cappella della Madonna delle Grazie. Concessa dal 1579 all’arte dei vermicellai, nel 1752 venne data al marchese Carlo Danza, che fu presidente del consiglio regio. Il monumento funebre di Danza che si trova nella cappella fu eseguito tra il 1756 e il 1757 dallo scultore Matteo Bottigliero, accreditato allievo di Lorenzo Vaccaro, su commissione dello stesso Danza. La pala dell’altare raffigura la Madonna con quattro santi (S. Francesco di Assisi, S. Antonio da Padova, S. Andrea Corsini e S. Agnello Abate) e le anime purganti. La pittura, su legno, è opera di Fabrizio Santafede, della fine del secolo XVI. L’affresco sulla volta con scena dell’Antico Testamento è probabilmente del Solimena.

– Cappella dei santi Angelo e Pier Tommaso, carmelitani. Il pregevole quadro all’altare è opera di Francesco De Mura (+1792). Alle pareti laterali, rivestite di marmo una trentina di anni fa, due tele di Paolo de Maio raffiguranti i beati carmelitani Angelo Mazzinghi e Giovanna Scopelli. Queste opere dei due allievi di Solimena furono eseguite nel 1775. Le tre epigrafi che si notano nella cappella riguardano una il P. Mariano Ventimiglia (+1790), priore generale dell’Ordine del Carmelo e al quale si deve il rinnovamento della cappella nel 1775 con spese di 624 ducati; l’altra il P. Giuseppe Alberto Ximenez, anch’egli priore Generale del medesimo Ordine e morto in Napoli nel 1780; l’ultima D. Rachele Canonico.

 

 

A sinistra dell’ingresso principale si incontrano successivamente:

– Cappella di S. Gennaro e S. Irene, Patroni della città di Napoli.
La tela, raffigurante la SS. Trinità che appare ai due santi, è opera di Giovanni Sarnelli.
In questa cappella si trova il fonte battesimale.
Sulla destra il monumento marmoreo con il mezzo busto di Giacomo Carola del 1631.

– Cappella di S. Orsola e S. Maria Maddalena, la penitente. L’altare in marmi a commesso fu eseguito nel XVII secolo dai Mozzetti. Il notevole quadro è opera di Andrea d’Aste.
Nel 1926 sono stati posti il sottoquadro raffigurante S. Teresa di Gesù Bambino, e i quadri laterali opera di Giuseppe Aprea
Sempre del 1926 è il pavimento a maioliche policrome della ditta Vaccarella che nel corso degli anni ha donato alla Basilica preziosissimi vasi dipinti.

– Cappella di S. Gregorio Magno o del Purgatorio. Attribuita a Giovanni Bernardo Lama, la tela riproducente il santo reca la firma di Giovanni Sarnelli, che forse solo la ritoccò nel 1774. Per alcuni studiosi la tela sarebbe copia fatta da Sarnelli del quadro precedente dovuto al Lama.

– Cappella della Sante Teresa di Gesù e Maria Maddalena de’ Pazzi, carmelitane. La tela è di Paolo di Majo del secolo XVIII. Gli ovali alle pareti laterali raffigurano scene della vita della santa e sono attribuiti al pennello di Domenico Viola. Si trova in questa cappella inoltre la sepoltura di Idelfonso Nini, comandante del Castello del Carmine (+1795).

– Cappella di Sant’Anna. La tela dell’altare, raffigurante la santa con la vergine Maria e S. Gioacchino, è di Paolo De Matteis, mentre le due tele ai lati rappresentano S. Giovanni Evangelista e S. Giovanni Battista, ai quali in precedenza era dedicata la cappella. Sono opere di Francesco Solimena, del quale sono pure gli affreschi sulla volta con figura del Redentore e degli evangelisti. L’altare in marmi policromi e commessi è stato eseguito dai Mozzetti su disegno di Fanzago.

– Cappella di S. Elia profeta. L’intera cappella è opera del Solimena che la eseguì nel 1696.
Notevole pure l’altare con frontale di marmi provenienti dalla Sicilia e con stemma di pietre preziose.