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Descrizione

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Superato l’atrio della chiesa, l’interno si presenta ad unica navata, con cappelle laterali; in fondo ad essa si apre l’abside con la cappella della Vergine “Bruna”. Le misure complessive sono 75 metri di lunghezza e 19 di larghezza, mentre l’altezza fino al soffitto è di 16 metri. Sulla parete che sormonta le tre porte d’ingresso sporge il grande organo monumentale che nell’apparato decorativo conserva la mostra seicentesca finemente lavorata in legno indorato.
Lungo le pareti laterali si aprono due serie di cappelle tra loro intercomunicanti. Realizzate con doppi pilastri corinzi a riquadrature policrome di commesso sopra alto basamento di mischi, presentano negli archi a tutto sesto delle cappelle ricchi ornati fioriti con testine d’angeli su disegno di Fanzago e altari tutti ricchi di marmi policromi a commesso, in gran parte realizzati dai fratelli Cimafonti su disegno di Tagliacozzi-Canale nel Settecento. Ogni cappella è chiusa da balaustrata a traforo di marmi lavorati a commesso, con cancelli di ferro battuto con ornati di ottone. Alcuni degli affreschi che ornano le volte e dei quadri agli altari o alle pareti delle cappelle sono dovuti al celebre Francesco Solimena, figura di grande rilievo nel barocco napoletano e che qui si fa notare nei suoi lavori per la libertà compositiva unita al gusto per un colore vivacissimo e luminoso. I vani delle cappelle confinano con due organi piccoli, situati uno sulla porta che introduce al chiostro, e l’altro di fronte, sulla porta di Via Carmine. La loro prospettiva dorata e intagliata a traforo si deve al Fanzago.

Sulla tribuna che divide la navata dalla crociera si erge il tabernacolo (che nel 1766 ha sostituito il primitivo del 1459, eretto per volontà di Alfonso di Aragona in altro posto della chiesa) con il prodigioso “Crocifisso miracoloso”, collegato ai fatti dell’assedio degli Aragonesi nel 1439. Tale crocifisso è stato, da ignoto autore del secolo XIV, scolpito in legno di tiglio coperto da stucco ed ornature policrome.

Sul lato destro della navata è collocato il pulpito del 1753, realizzato da Tagliacozzi-Canale in sostituzione del precedente seicentesco dovuto a Simone Vacca. Presso il pulpito vi è una piccola e bella statua marmorea di S. Michele Arcangelo, d’ignoto autore del secolo XVI.