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Incoronazione

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La pietà dei napoletani verso la Madonna venerata col titolo de “La Bruna”, la vastissima diffusione del suo culto e le grazie attribuite alla sua intercessione, spinsero nel 1875 a sollecitare il capitolo vaticano la solenne incoronazione della sua venerata immagine. Per interessamento del vicario generale dell’Ordine Carmelitano, p. Angelo Savini, la supplica presentata ebbe risposta favorevole il 14 Marzo dello stesso anno. Il relativo decreto del capitolo Vaticano veniva redatto il 29 giugno 1875 e indirizzato al Card. Arcivescovo di Napoli Servo di Dio Sisto Riario Sforza . Le feste dell’incoronazione durarono molti giorni. Nella novena di preparazione , iniziata il 2 luglio di quello stesso anno, sul pulpito si avvicendarono valenti oratori . Il vicario generale dell’ordine , p. Savini, celebrò i vespri solenni, cantati dalla scuola della cattedrale sotto la direzione del maestro rev. Tommaso Cacace.
L’incoronazione avvenne domenica 11 luglio. Fu fatta dallo stesso cardinale arcivescovo di Napoli, assistito da due prelati carmelitani: Mons. Simone Spilotros e Mons. Anastasio La terza, vescovi rispettivamente di Tricarico e di Boiano. Tutto si svolse secondo il rito prescritto.
Seguì l’ottavario: ogni giorno alla mattina vi era una messa solenne celebrata pontificalmente da un arcivescovo o da un vescovo e alla sera si alternavano sul pulpito oratori dell’uno o dell’altro clero
Non mancarono le feste esterne. Nel giorno dell’incoronazione vi fu luminaria a gas, ripetuta il 15, 16 e 17 luglio. La sera del 18 ebbero luogo fuochi pirotecnici per godersi i quali la gente si affollò anche su centinaia di barche sparse nel golfo presso la costa dalla parte del Carmine. Fu pure coniata una medaglia-ricordo; tre esemplari in oro di essa vennero donati a papa Pio IX, al Card. Riario sforza arcivescovo di Napoli, e al Card. Borromeo arciprete del Capitolo Vaticano.