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Organi

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Il primo Ottobre 1905 fu firmato il contratto tra il costruttore Francesco Mascia e figlio e Padre Elia Alleva per la costruzione del monumentale strumento a trasmissione pneumatica tubolare. La disposizione e la ripartizione dei registri fu curata dal M° Eduardo Bottigliero.
Il collaudo dello strumento fu eseguito in modo pubblico da Marco Enrico Bossi e Ulisse Matthey nei giorni 10-11-12 Luglio 1907 e fu inaugurato il 14 Luglio dello stesso anno, con un concerto tenuto dai maestri M.E. Bossi, U. Matthey e sac. Eduardo Bottigliero, richiamando un gran numero di appassionati e fedeli. Questo strumento fu il primo del suo genere a Napoli per grandezza e tecniche costruttive usate, infatti niente di simile era stato ancora fatto in tutta la città e questo permise la realizzazione del puro concerto d’organo.
La vecchia consolle è ancora conservata presso il Santuario, essa possedeva tre tastiere di 58 tasti e una pedaliera di 30 note sulle quali erano distribuiti 44 registri sonori, comandati sulle diverse tastiere da 96 placchette a bilico e 20 pistoncini di combinazione, doppia registrazione, annullatori, crescendo generale rotativo, casse espressive. Il motore alimentava l’aria che veniva immessa nei mantici dai quali passava nei somieri e poi nelle canne.
La vecchia consolle possedeva tre tastiere di 58 tasti e una pedaliera di 30 note sulle quali erano distribuiti 44 registri sonori, comandati sulle diverse tastiere da 99 placchette a bilico e 20 pistoncini di combinazione, doppia registrazione, crescendo generale rotativo, casse espressive, questo strumento era dotato di 2.824 canne. Il primo organista della Basilica fu il Maestro Sac. Edoardo Bottigliero nacque a Portici il 7 Aprile 1864, morì a Napoli il 16 Marzo 1937.
Nel 1913 gli successe il Maestro Franco Michele Napolitano e con lui si ebbero le prime trasmissioni di musica per organo per l’EIAR (Rai) in quasi tutte le domeniche dal Marzo 1938 al Dicembre 1942, permettendo la diffusione della musica per organo in tutta Italia, nel 1939 per l’inaugurazione dei restauri del soffitto fu eseguito un gran concerto alla presenza di Maria Josè del Belgio principessa di Piemonte, poi la guerra interruppe questa tradizione e l’organo cadde nel silenzio e dal 1941 divenne organista titolare il Maestro Vincenzo Marchetti, che ebbe l’onore di accompagnare i più grandi cantanti del tempo, come Beniamino Gigli che cantò per le quarant’ore del 1952 con la chiesa ancora senza soffitto per l’esplosione della nave carica di munizioni nel porto, Tito Schipa sempre nel ’52, Mario del Monaco, Renata Tebaldi che non potè cantare a causa di un forte raffreddore, Enzo De Mura Lomanto, Mino Cavallo, Gianni Raimondi, Ettore Bastianini, Elena Suliotis, Raina Kabaiwanska e tanti altri. Non si può tralasciare il ricordo di grandi Direttori come Oliviero De Fabritiis, Pasquale De Angelis, Giacomo Maggiore, Joseph Grima con tutte le massi corali e orchestrali del teatro di S. Carlo, e infine ricordiamo gli organisti che hanno suonato al Carmine: Giovanni Tebaldini, Domenico D’Ascoli, Arturo Sacchetti, Adamo Volpi, P. Gaetano Postiglione, Gennaro D’Onofrio, Mariavaleria Briganti, Grazia Salvatori, P. Stefano Romano…
Nel 1973 l’organo è stato ammodernato dalla ditta Ruffatti di Padova, che lo ha fornito di trasmissione elettrica ed ha aggiunto nuovi registri ed ha collegato a questo l’organo barocco. Attualmente questo strumento del Carmine Maggiore risulta essere il più grande organo in chiesa a Napoli.

Ulteriori notizie sugli organi sul sito dell’Organista titolare della Basilica: